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日志


2月5日

La canzone del padre

 
LA CANZONE DEL PADRE
Fabrizio De Andrè
 
"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare".

"Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."

"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
e più grandi sanno già dove andare."

Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto lo stesso movente.

E ora Berto, figlio della Lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a Dio
di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.

Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure
,
con mia moglie si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.

Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.

Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa d'alzarsi, neppure quando è caduto
:
e i miei alibi prendono fuoco
il Guttuso ancora da autenticare
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.

Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo.
11月29日

www.stupd.it

 
 
Giovani menti patavine assetate di sapere, questo video blog è dedicato a voi!
3月31日

Ballata...

LA LEGGENDA DEL SOLDATO MORTO
B. Brecht

E siccome non c'erano speranze
di pace dopo quattro primavere,
il soldato tirò le conseguenze:
da eroe volle cadere.

Ma la guerra non era ancora in porto,
per questo al Kaiser spiacque
che il suo soldato se ne fosse morto;
in anticipo gli parve.

Mentre l'estate sfiorava le fosse
ed il soldato dormiva di già,
la commissione medico-militare
una notte si mosse.

La commissione medica si spinse
fino al cimitero,
disseppellì con vanga benedetta
il defunto guerriero.

Ed il dottore visitò con scrupolo
il soldato o i resti del soldato.
Dichiarò ch'era "abile-arruolato"
e s'imboscava di fronte al pericolo.

Il soldato si presero con sè
nella bella notte blu.
Senza l'elmo si potevano vedere
le stelle della patria lassù.

Acquavite bruciante gli versarono
nella salma imputridita,
due infermiere appesero al suo braccio
e una donna per metà svestita.

E siccome lui puzza di putredine
davanti un prete zoppica
e sulla testa gli agita un turibolo
perchè non puzzi troppo.

Davanti la banda fra il chiasso dei piatti
suona una marcia briosa.
Ed il soldato, esperto del mestiere,
scaraventa le gambe dal sedere.

Il braccio intorno a lui, fraternamente,
due sanitari marciano, se no
lui nella melma gli ripiomberebbe
e questo accadere non può.

Hanno dipinto il sudario del morto
di nero di bianco di rosso
e glielo portano davanti; lo sporco
sotto i colori rimane nascosto.

Precedeva un signore con il frak
e la camicia dura
come ogni buon tedesco che si sa
il dovere non trascura.

Passarono così tra il chiasso dei piatti
per lo stradale ombroso
ed il soldato barcollava come
un bioccolo in un giorno nevoso.

I gatti e i cani gridano
e i topi nei campi con fischio selvaggio:
non saranno mai francesi
sarebbe per loro un oltraggio.

E quando i villaggi traversano
un mucchio di donne era là.
Si chinano le piante. Splende la luna piena.
E tutti gridano hurrà.

Con il chiasso dei piatti e gli arrivederci!
E donna e cane e pretonzolo!
E in mezzo il soldato morto
come uno scimmiotto sbronzo.

E quando i villaggi traversano
nessuno riesce a vederlo
tanti gli stanno in cerchio
con il chiasso dei piatti e gli hurrà.

Tanti ballano e schiamazzano intorno
a lui che nessuno lo vede.
E forse lo vedresti ma dall'alto
dove splendono solo le stelle.

Le stelle non ci sono sempre
e l'aurora sorge.
Marcia il soldato, esperto del mestiere,
verso un'eroica morte.
 
Dopo "e Johnny prese il fucile", un'altra opera, questa volta letteraria, dal chiaro sapore antimilitarista.
Bertolt Brecht, intorno agli anni '20, esprime tramite questa ballata il suo sdegno verso la guerra.
Ancora un ammasso di carne,putrida stavolta.
3月23日

E Johnny prese il fucile

A volte ritornano...!
Dopo qualche settimana di inattività (credete a me, inattività più che giustificata..avevo e continuo ad avere la testa in altri e più soavi lidi...alcune nuove foto lo testimoniano!) ritorno a far sentire la mia voce!! Più che altro svolgo l'usuale ruolo di mediatore e porto alla vostra attenzione un'opera filmica poco nota, ma degna di essere vista. E dedicatele due ore...no?!
"E Johnny prese il fucile"...un diretto in pieno stomaco...reprimenda rabbiosa, sottile e forse eccessivamente visionaria, contro l'abominio della guerra.
 
"voglio uscire da qui,voglio sentire la gente intorno a me, voglio sentire l'aria fresca sulla pelle. No no, costerebbe troppo occuparsi di me portandomi fuori di qui, non lo faranno mai.
Ma forse un modo c'è, per me, di avere cura di me stesso..ma sì, certo..esponetemi alla curiosità della gente che pagherà per vedermi, verranno in massa! Mettetemi in una bara di seta, con una finestra, e portatemi fuori dove la gente spende denaro e si diverte! Portatemi sulle spiagge, nei paesi, a tutte le feste di beneficenza!
La ragazza con la testa a spillo, l'uomo cane che strisciava sullo stomaco come un rettile gli hanno già visti...!quelli sono dei veri aborti di natura, quelli sono nati così, è dio che gli ha fatti in quel modo!Ma questa cosa qui, nella sua bara di seta, l'hanno fatta gli uomini, ed è costata un sacco di soldi, di progetti!
Fate pubblicità sul fatto che sono l'unico pezzo di carne al mondo che può parlare con la parte posteriore del cranio, e se non bastasse parlate di me come dell'ultimo uomo sulla terra che è entrato nell'esercito, perchè l'esercito fa diventare uomini!!Su ragazzi, tutti intorno alla vostra bandiera..perchè la bandiera ha bisogno di soldati e l'esercito fa diventare uomini!"
 
A parlare è un mutilato, Jo, ventenne senza braccia e senza gambe..."con un buco al posto della faccia". Non può parlare, non può vedere, non può sentire...può solo dar libero sfogo al proprio effimero pensiero.
Cronache da un pezzo di carne
Buona visione!!
1月22日

Il vangelo secondo Gesù Cristo

Da "Il vangelo secondo Gesù Cristo" di Josè Saramago, Premio Nobel per la Letteratura nel 1998.
 
... "Non puoi giudicare ma aiutare sì"
"Aiutare a che cosa?"
"Ad allargare la mia influenza, a essere il dio di molta più gente"
"Non capisco"
"Se interpreterai bene la tua parte, cioè il ruolo che ti ho assegnato nel mio piano, sono sicurissimo che in poco più di una mezza dozzina di secoli, sia pur dovendo lottare, tu e io, contro tante avversità, da dio degli ebrei diventerò dio di coloro che chiameremo cattolici, alla greca.
"E qual è il ruolo che mi hai destinato nel tuo piano?"
"Quello di martire, figlio mio, quello di vittima, quanto c'è di meglio per diffondere ed infervorare una fede." ...
 
..."Più felici, per quello che intendiamo con il termine felice, non direi, ma avranno la speranza di una felicità lassù, nel cielo dove io vivo eternamente, e quindi la speranza di vivere eternamente con me."
"Nient'altro?"
"Ti pare poco vivere con Dio?" ...
 
... "Sto aspettando che tu mi dica quanta morte e quanta sofferenza costerà la tua vittoria sugli altri dei, con quanta sofferenza e con quanta morte si pagheranno le lotte che, nel nome tuo e nel mio, gli uomini che crederanno in noi scateneranno gli uni contro gli altri."
"Insisti nel volerlo sapere"
"Insisto"
"Ebbene, si edificherà l'assemblea di cui ti ho parlato, ma le sue fosse, per essere ben salde, dovranno essere scavate nella carne, e le sue fondamenta composte da un cemento di rinunce, lacrime, dolori, torture, di tutte le morti oggi immaginabili e di altre che solo nel futuro si conosceranno." (...)
"Moriranno centinaia di migliaia di uomini e donne, la terrà si empirà di urla di dolore, di grida e rantoli di agonia, il fumo degli arsi vivi offuscherà il sole, il loro grasso sfrigolerà sulle braci, il puzzo sarà un tormento, e tutto avverrà per colpa mia"
"Non per colpa ma per causa tua"
"Padre, allontana da me questo calice"
"Che tu lo beva è la condizione per il mio potere e la tua gloria"
"Non desidero questa gloria"
"Ma io voglio questo potere"
 
..."Tu sai, e nessuno meglio di te lo sa, che anche il Diavolo ha un cuore"
"Sì, ma ne fa spesso cattivo uso"
"Oggi voglio farne buon uso, per cui accetto che il tuo potere si possa estendere fino ai confini della terra, senza che debba morire tanta gente. Accoglimi di nuovo nel tuo cielo, perdonandomi i mali passati, accetta e serba la mia obbedienza, come nei tempi felici in cui ero uno dei tuoi angeli prediletti. (...)
Se lo farai, se mi concederai adesso quel perdono che in futuro prometterai a destra e a manca, allora il male finirà qui, oggi, non ci sarà più bisogno che tuo figlio muoia, il tuo regno non sarà solo questa terra di ebrei ma il mondo intero. Ovunque impererà il bene, io canterò nell'ultima e umile fila degli angeli che ti sono rimasti fedeli."
"Non ti accetto, non ti perdono, ti voglio come sei e, se possibile, anche peggiore di adesso."
"Perchè?"
"Perchè il bene che io sono non esisterebbe senza il male che sei tu, un bene che dovesse esistere senza di te sarebbe talmente inconcepibile che neppure io riesco ad immaginarlo, insomma, se tu finisci, finisco anch'io. Perchè io sia il bene, è necessario che tu continui ad essere il male." ...
 
"Lazzaro alzati" e Lazzaro si sarebbe alzato perchè questo sarebbe stato il volere di Dio, ma in quell'istante, ultimo e finale, Maria di Magdala pose una mano sulla spalla di Gesù e disse "Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte". A quel punto Gesù lasciò ricadere le braccia e si allontanò per piangere.
 
"Uomini, perdonatelo perchè non sa quello che ha fatto"
 
 
Questi sono solo alcuni significativi stralci di un libro intenso e ben scritto. Se avete molto tempo libero, come me, ve lo consiglio. Un vangelo terribilmente umano dove Cristo diventa peccatore e pover'uomo, come tanti altri pover'uomini di questo mondo.
 
 
 
 
 
 
 
1月19日

Qualcuno era comunista

Giorgio Gaber: poesia e "teatro canzone".
 
QUALCUNO ERA COMUNISTA
...
...
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos'altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso. Era come… due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo
.
1月17日

Io se fossi dio

Dopo la sua morte, Giorgio Gaber è stato ricordato nel modo più retorico possibile: i politici ne hanno evocato le virtù canore, le radio hanno trasmesso le sue canzoni più comiche e divertenti, la televisione ne ha tessuto l'infinite lodi. Eppure sembra che tutti abbiano dimenticato "Io se fossi dio", canzone censurata dalla radio e dalla televisione italiana nell'ormai lontano 1980. Perché la canzone è così terribile? Perché in anni in cui il terrorismo delle Brigate Rosse rapisce, uccide e commette crimini (solo nel 1978 era stato assassinato Aldo Moro), Gaber tuona, affermando che "a dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiare giudizio".

                                                                                                                                                                                                        

Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.
 
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
 
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
 
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
 
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.
 
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
"Ma dopo come fa a essere così carogna?"
 
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
 
Purtroppo l'occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
 
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
 
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po' coglione,
che quel uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
 
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
"Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!".
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
 
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
 
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le "balle",
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c'hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
 
Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
 
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!
 
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli...
 
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
 
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
 
Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.
 
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
 
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista.
 
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent'anni di cancrena italiana.
 
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
 
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
 
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!
 
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...

Si commenta da sola. Giorgio Gaber, censurato nel 1980, per ovvi motivi.

Ma tranquilli ragazzi, oggi ci stanno i "finley". Ah...io se fossi dio!!!

12月31日

La torre d'avorio

Da "La città vecchia" di Fabrizio De Andrè.

"Se tu penserai e giudicherai
da buon borghese
li condannerai a cinquemila anni, più le spese,
ma se capirai, se li cercherai fino in fondo
se non sono gigli son pur sempre figli
vittime di questo mondo."

 Sovente guardiamo gli altri dall'alto in basso. Di rado si prova, si riesce a vedere dentro.

12月26日

La vostra sul film

 

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

EASYRIDER

MULHOLLAND DRIVE   David Lynch

C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA    Sergio Leone

GANGS OF NEW YORK  Martin Scorsese

I GUERRIERI DELLA NOTTE  Walter Hill

TRAINSPOTTING   Danny Boyle

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN  Ang Lee

SIN CITY  Frank Miller

IL GLADIATORE  Ridley Scott

LA MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA Gore Verbinski

IL SETTIMO SIGILLO  Ingmar Bergman

MASTER & COMMANDER  Peter Weir

IL PIANISTA  Roman Polansky

SCARFACE  Brian De Palma

AMERICAN HISTORY X   Tony Kaye

I DIARI DELLA MOTOCICLETTA   Walter Salles

BLOW   Ted Demme

APOCALYPSE NOW redux     Francis Ford Coppola

IL PADRINO

IL PADRINO parte seconda

IL PADRINO parte terza

2001 ODISSEA NELLO SPAZIO    Stanley Kubrick

BARRY LYNDON        

FULL METAL JACKET 

ARANCIA MECCANICA

EYES WIDE SHUT

LE IENE             Quentin Tarantino

KILL BILL vol.1 

KILL BILL vol.2

PULP FICTION 

JACKIE BROWN

ASSASSINI NATI-Natural Born Killers      Oliver Stone

ALEXANDER

THE DOORS

PLATOON

BOWLING A COLUMBINE   Michael Moore

FAHRENHEIT 9/11

LAST DAYS   Gus Van Sant

ELEPHANT  

LA FORESTA DEI PUGNALI VOLANTI  Zhang Yimou

HERO

IL SIGNORE DEGLI ANELLI-Trilogia   Peter Jackson

KING KONG 

LA PASSIONE DI CRISTO  Mel Gibson

BRAVEHEART